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Mata e Grifone: la storia dei Giganti

Il “Ballo dei Giganti” inizia con il suono distinto dei tamburinari che echeggia da lontano. Durante le celebrazioni religiose, i portatori interni sostengono queste imponenti figure, riempiendo le strade e le piazze con gioia sia per gli adulti che per i bambini. Un simulacro di cavallo, rappresentando un centauro con due zampe, cerca di separare Mata e Grifone nel loro affetto reciproco. Secondo il professore Franz Riccobono, la danza dei due giganti simboleggia la continuità del culto cristiano tra la Chiesa Orientale e Romana, con Mata che rappresenta il trionfo della Chiesa Cattolica.

La leggenda narra una storia d’amore risalente all’epoca in cui i saraceni dominavano la Sicilia. Un giovane turco si innamora di Ma(r)ta, sposandola solo dopo la sua conversione al cristianesimo. Ruggero il Normanno organizza una spedizione dalla Calabria per liberare la Sicilia dai turchi, e gli isolani adottano Mata e Grifone come simbolo di libertà.

Mata e Grifone vengono adottati in varie città siciliane e calabresi, sopravvivendo ancora oggi in alcuni centri come Tropea, Spilinga e Palmi. Il corteo dei Giganti è preceduto dal Palio, un simbolo di protezione dedicato alla Madonna della Sacra Lettera, patrona della città. I Giganti, considerati i progenitori del popolo calabrese, rappresentano un popolo fiero e orgoglioso delle proprie tradizioni e della storia di lotta per la libertà.