La Profetessa Manto ed il suo scoglio
Narra la leggenda di una profetessa di nome Manto che aveva il suo oracolo su uno scoglio al largo di Capo Vaticano, proprio davanti alle rocce granitiche che si protendono nel mare disegnando forme di mostruosi giganti che tentano l’assalto alle onde. Qui approdavano i naviganti spinti dal maestrale verso il Golfo dell’Aria, oggi di Gioia Tauro , o minacciati dallo scirocco improvviso.
L’ansia di un viaggio felice veniva placata dal rassicurante responso che Manto pronunziava scrutando le profondità del cielo. E qui, narra la leggenda, approdò anche l’intrepido Ulisse, nel suo viaggio verso l’ignoto. Il suo manipolo di avventurieri, ai quali ancora il cuore trepidava per le insidie di Scilla e Cariddi, le sirene ammaliatrici, aveva certo bisogno di sentire parole rassicuranti che venissero da un dio che tesse i destini dei mortali. E qui si aprì la grande luce che rese raggianti quegli uomini provati, convinti dalla forza dell’oracolo a lanciarsi oltre ogni limite nel folle volo della libertà. E Manto non ebbe un volto triste quando, invasata da dio, pronunciò parole arcane, alle quali solo l’ardire di un eroe poteva dare compimento. Oggi Manto è uno scoglio davanti a Capo Vaticano, che da lei prese il nome di Mantineo, e quando le onde infrangono spumeggiando, la leggenda narra che l’oracolo ripete ancora profezie per gli audaci.
