La Civiltà contadina e artigiana
La civiltà post-industriale sta soppiantando non soltanto sistemi tradizionali di vita, ma anche usanze e costumi provenienti da una civiltà ancorata nella storia più antica, valori umani universali. Ecco perché ritengo che sia molto utile per tutte le generazioni “rivedere” lo svolgimento della vita e del lavoro del mondo contadino e artigiano del comprensorio di Ricadi. La civiltà contadina e artigiana non appartiene ad una sola classe, ma agli uomini nella loro totalità, agli uomini che sanno che non potranno tagliare i legami vitali con la terra e con i mestieri. Il richiamo alle valenze della civiltà contadina e artigiana non può essere un’operazione solo demologia, ma l’esigenza imprescindibile di ritrovare noi stessi, la nostra identità, le nostre radici. Prima che sia troppo tardi!
A Ricadi abbiamo la fortuna di avere un Museo della civiltà contadina ed artigiana presso il Palacongressi. Visitare il Museo del mondo contadino ed artigiano è per alcuni come immergersi in un passato sconosciuto, è come scoprire un altro pianeta. Vi erano dei mestieri che oggi non esistono più e che vengono rievocati perché ancora oggi hanno un loro fascino, dimostrano la fatica del confronto con la natura, la soddisfazione di inventare un “attrezzo” che diminuiva la fatica. Chissà quanti visitatori anziani ricordano il rumore della falce sugli steli; il picchiare dei martelli; l’odore dei trucioli tagliati di fresco e l’odore acre del vapore emanato dal cilìu (il detersivo di una volta), costituito da acqua bollente e cenere che veniva versata a più riprese sulla biancheria da lavare, sistemata sapientemente a strati in una grande cesta (cofanu) per fare ‘a vucata (il bucato grosso).
Il Museo deve apparire qualcosa di vivo, aperto, organizzato secondo i moderni criteri del museografia e della museologia, informatizzato. Il Museo deve mostrare come da un evento di morte (per definizione anche i musei sono luoghi di “morte”, in cui vengono custoditi oggetti morti) si possa pensare alla vita ed alla rinascita.
Se si va a visitare il Museo di Ricadi, si vedrà che accanto ad ogni oggetto o attrezzo compare una didascalia illustrativa che indica il nome dell’oggetto in dialetto ricadese, il corrispondente o i corrispondenti nomi in italiano, la funzione dell’oggetto e, in molti casi, anche l’etimologia, l’origine, cioè, della parola dialettale. Ciò contribuisce naturalmente ad arricchire il patrimonio linguistico dialettale ed italiano, oltre che la conoscenza dell’uso dell’utensile o dell’oggetto del mondo contadino od artigianato.

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